Chiede alla sua datrice di lavoro un permesso per occuparsi del figlio in fin di vita – La donna rifiuta e le chiede di licenziarsi

Sarà capitato a tanti di noi di dover fronteggiare delle situazioni di emergenza ed avere come ulteriore preoccupazione quella del lavoro.

Non tutti i datori si dimostrano comprensivi, bisogna ammetterlo, per quanto l’emergenza possa essere grave.

Ma svolgere le proprie mansioni mentre una persona cara è gravemente malata o versa addirittura in condizioni critiche, non è affatto semplice.
Se quella persona cara è il proprio figlio, per una mamma è certamente impossibile.

facebook.com/crystal.fisher.583

La storia di Crystal Reynolds Fisher è un esempio di quanto detto: la donna si è vista rifiutare un permesso dalla sua datrice di lavoro nonostante suo figlio versasse in condizioni gravissime.

Crystal lavora in un supermercato ad Albion, Michigan, il PS Food Mart.
Alcuni giorni fa ha contattato la sua datrice di lavoro per comunicarle che suo figlio si era aggravato ed aveva bisogno di assentarsi dal lavoro per stargli vicino.

“Mio figlio è ricoverato in terapia intensiva, è in fin di vita. Ho contattato la mia datrice di lavoro 48 ore prima dell’inizio del mio turno, in modo che potesse organizzare la mia assenza. Le ho spiegato la situazione, le ho detto che non potevo lasciare mio figlio mentre i medici ventilavano la possibilità di staccargli il respiratore …” scrive la donna raccontando l’accaduto.

Il dialogo tra le due donne lascia senza parole per la freddezza e la mancanza di umanità della datrice di lavoro:

“Le cose non funzionano così, se non puoi lavorare, devi licenziarti … ”

Nonostante la velata minaccia, due giorni dopo Crystal ha di nuovo contattato la sua datrice per confermare la sua assenza dal lavoro a causa delle condizioni sempre più critiche di suo figlio.
Ecco cosa si è sentita rispondere:

“Non è mia intenzione discuterne per ore, sono stata fin troppo flessibile con gli orari e altre concessioni. Non esiste una ragione valida per cui tu non venga al lavoro. Non è tollerabile e questo è tutto.
Se domani non sarai al tuo posto, significherà che hai dato le dimissioni.”

La risposta di Crystal non si è fatta attendere:

“Non stiamo parlando di una banale visita dal dentista o da un oculista… mio figlio è in fin di vita, ricoverato in terapia intensiva capisce!?
Va bene contatterò direttamente l’azienda facendo presente la situazione e riferendo che non voglio affatto licenziarmi … ”

Slået op af Crystal Reynolds FisherOnsdag den 21. marts 2018

La datrice di lavoro:
“Ma perché non puoi lavorare? A me sembra fantascienza! ”

Crystal:
“Lei potrebbe lavorare se suo figlio si trovasse in fin di vita in terapia intensiva? Non mi reggo quasi più in piedi e lei mi chiede di lavorare? ”

La datrice:
“Si è quello che chiedo perché ho un negozio da dirigere. Tuo figlio è in buone mani e puoi tranquillamente venire al lavoro.”

Crystal a quel punto si è rivolta all’azienda che prontamente, anche sul proprio sito Facebook, ha annunciato la sua decisione al riguardo:

“Uno dei nostri manager ha rifiutato di concedere un permesso ad una nostra dipendente.
Dopo aver raccolto tutte le informazioni necessarie sull’accaduto, siamo giunti alla conclusione che la nostra dipendente non abbia avuto il rispetto e la compassione che meritava. Siamo profondamente rammaricati.

Abbiamo deciso di intervenire immediatamente licenziando la manager. Abbiamo inoltre garantito alla nostra dipendente, tutto il tempo che le occorre per gestire la sua drammatica situazione.
Vi ringraziamo per l’attenzione.”

Questa è stata forse l’unica scelta per i vertici dell’azienda che rischiava di essere travolta da una cattiva pubblicità.

Purtroppo storie come questa accadono fin troppo spesso e in ogni parte del mondo.
Condividiamo affinché i datori di lavoro si dimostrino più sensibili, semplicemente umani.