Il gatto: la sua storia esoterica e i suoi poteri magici

Affascinanti, attenti osservatori, sensibili ma indipendenti, discreti, enigmatici, da sempre questi felini straordinari, sono ritenuti magici e misteriosi.

La storia è ricca di miti e leggende che riguardano i gatti e il loro valore simbolico ed evocativo.

Il gatto domestico ha origini africane, appartiene ai mammiferi, all’ordine dei carnivori e alla famiglia dei felini.

Quando arrivò e si insediò in Egitto ai tempi dei faraoni, aveva però, già 50 milioni di anni di vita, ma i suoi predecessori non si erano lasciati addomesticare dall’uomo.

Gli antichi egizi iniziarono presto a divinizzarlo, probabilmente ispirati dal suo rapporto alto e dignitoso con gli uomini.
Pensavano che alcune divinità assumessero le sembianze del gatto per portare messaggi divini che i vecchi sacerdoti interpretavano.

La dea Egizia Bastet, il cui sguardo felino ancora oggi turba e incanta, assunse la testa di una gatta affascinante e misteriosa e successivamente, anche la coda.

Quando un gatto moriva, veniva sepolto con tutti gli onori e le cerimonie funebri dell’epoca.
Vennero addirittura costruite delle necropoli che ospitavano i gatti imbalsamati alla loro morte.

La perfezione fisica del gatto, il suo aspetto nobile e fiero, il portamento elegante e dignitoso, affascinò fortemente gli antichi Egizi che spesso lo ritrassero e scolpirono dando vita a vere e proprie opere d’arte.

Che il gatto avesse doti magiche, era credenza anche delle popolazioni dell’Estremo Oriente. Nel Sud-Est asiatico per esempio, veniva utilizzato come tramite per comunicare con le divinità.

Pensate che ancora oggi, in Thailandia, il gatto siamese è considerato sacro. Stesso discorso per il gatto Birmano, conosciuto anche con il nome di Sacro di Birmania che visse per secoli nei monasteri Buddhisti.

Che il gatto fosse un animale sacro e dotato di poteri magici, è un pensiero che ritroviamo nella mitologia nordica, tra i Fenici, i Micene, tra gli altri.

Durante il Medioevo invece, tutte le doti che avevano portato a ritenere il gatto un animale sacro, vennero considerate una manifestazione del demonio e venne quindi perseguitato insieme alle donne accusate di stregoneria.

È, in sintesi, una lunga tradizione di pensiero quella che ritiene il gatto dotato di poteri magici.
Oltre i 5 sensi, dispone di una percezione superiore che gli permette di intuire, presagire e vedere cose che sfuggono all’occhio umano.

Al gatto viene attribuita la capacità di avvertire le calamità naturali molto prima dell’uomo e sono molti coloro che confermano la sua specialità nell’avvertire le presenze sovrannaturali.

Chi possiede o ha posseduto un gatto, certamente avrà notato che a volte il gatto fissa oppure soffia furiosamente verso qualcosa che il suo padrone non vede.

Gli Egizi sostenevano che il gatto vedesse gli spiriti dei morti, spiegazioni più moderne ci dicono potrebbe trattarsi di un difetto ottico dovuto al pulviscolo, ma allora perché tutto quell’interesse, quella paura o aggressività verso un granello di polvere?

Probabilmente invece, sostengono in molti, il gatto ha un legame magico con il mondo invisibile e percepisce oggetti, energie e fenomeni che i sensi umani, meno sviluppati, non riescono a percepire.

Infine, così come il cane ci protegge nel mondo fisico, il gatto protegge la nostra energia spirituale.
Quando è sveglio, il gatto assorbe e “ripulisce” la nostra casa dalle energie negative e quando dorme, le trasforma.

Che si creda oppure no ai poteri magici del gatto, certo è che quando arriva nelle nostre case, porta amore, bellezza, allegria e positività.

Cosa ne pensate? Avete esperienze da raccontare su questi splendidi felini?
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