Un dottore descrive il suo incontro con Dio quando visita un malato grave

Ogni giorno leggiamo migliaia di parole, ma ben poche di queste, dall’economia alla politica, dallo sport alla finanza, rimangono impresse dentro di noi.
Scorrono come trasportate da un fiume in piena, toccando appena la superficie di tutto.

Poi ci si imbatte in parole come quelle che vi proponiamo oggi.
Non sono semplici parole, semplici frasi, perché in esse è raccolta l’essenza ed il significato della vita.
Perché non trattano di gossip, non descrivono quanti soldi prenderà un calciatore.
Non riporteranno quante tasse dovremmo pagare.

Parlano di un incontro, di sentimenti, di sofferenza, di aiuto.
Di quelle cose che formano la vita, anche se vorremmo fosse sempre come una soap – opera, che fosse sempre come a Carnevale o Capodanno, dimenticando che anche questi sono artifizi per
distoglierci, spesso, dal significato profondo delle cose.

Semana curta e cansativa, coração agitado, mente num turbilhão. Deus hoje resolveu me visitar. Ele tinha um corpo…

Slået op af João Carlos ResendeOnsdag den 14. juni 2017

Nei prossimi giorni, quando fatica, stress, problemi, invaderanno le nostre veloci corsie mentali, sarà bene ricordare le parole di Joao Carlos Resende, medico del Barretos Cancer Hospital, un ospedale per malati di cancro terminali in Brasile.

Nel suo diario il dottore, abituato a confrontarsi quotidianamente con le forme più aggressive di malattia, descrive questa esperienza come un dono.
Come se fosse andato Dio a farsi visitare,e incurante del suo dolore, volesse dire al dottore qualcosa di importante.

Il testo, riportato dal medico sulla sua pagina Facebook, va letto così com’è, tutto di un fiato.

Poi, sarebbe cosa preziosa, che ognuno lo conservasse al meglio nella propria mente, e lo rileggesse ogni tanto.
Magari quando si incontrano problemi stupidi, o ci si lamenta se non si riesce a comprare l’ultimo modello di cellulare.

Leggiamolo insieme:

“Settimana dura, faticosa, cuore scosso, mente in un grande vortice, ma Dio oggi ha deciso di farmi visita. Aveva un corpo elegante, una faccia segnata dal sole, mani dalle sottili ruvidità, di quelle che lavoravano duramente per tutta la vita, un profumo di lavanda mescolato con le ceneri di una stufa a legna.

Parlava in modo bello e semplice, vestito con i migliori vestiti che aveva, colorati, ben curati, solo ancora intrisi degli aromi della zuppa che aveva consumato prima della visita.
La scarpa di cotone a righe non corrispondeva alla camicetta fiorita … oh, ma è Dio e può indossare qualsiasi cosa!

I suoi occhi sfuggirono dai miei. Come poteva Dio rendersi piccolo in quel modo?
Mi sono presto ricordato che Lui sa come farlo. Mi sono ricordato che può apparire essere umano, scendere da quello che consideriamo un semplice piedistallo.

Appariva stanco per il viaggio, minato nel corpo dalla dura lotta che conduceva contro la malattia. Istintivamente mi sono fatto piccolo di fronte a quella presenza, attento solo a cercare di portare tutto l’aiuto possibile.

Quei pochi chili avrebbero dovuto trovare ancora la forza per sopportare un nuovo ciclo di cure? La malattia sembrava tornata.
” Non me lo dica dottore” mi esortò con dolcezza e vedere quella tristezza spezzava il cuore. Non potevo mettermi a piangere.

Mi guardò con quello sguardo immenso e poi proseguì:
“Se devo piangere per le cose che mi dirà, lo farò tornando a casa”.

C’era solo emozione. Ho esaminato quel piccolo corpo. Cuore forte e rumoroso, polmoni che respiravano il respiro della vita e contemplavo il sorriso più bello mentre cercavo di sentire il suo addome.

” Ti darò ancora quel farmaco”, dissi, e vedrai che ce la faremo. Controlleremo la malattia, abbi fede.”
Mi guardò, mi abbracciò e disse: “Potrei anche non guarire, ma il tuo cuore è come quello di Dio”. Chiusi gli occhi e strinsi quel dono improvviso.

“Dio la benedica dottore ” disse, mentre mi salutava.

Ho la certezza che oggi Dio mi abbia visitato e mi abbia dato ancora più forza, energia, per cercare di essere di aiuto a persone come questa.
.”Ti aspetto”, risposi, sentendomi un uomo fortunato.

Parole uniche, sentimenti nobili.
Da condividere.