7 abilità di sopravvivenza dei Nativi d’America che dovremmo imparare ed utilizzare

La storia, la cultura, le tradizioni di questa stupenda etnia, è stata, ed è ancora in parte, un patrimonio di conoscenza e saggezza che dovremmo sicuramente riprendere.

È una fredda giornata del 1853 quando Isaac Stevens, appena nominato direttamente dal presidente come nuovo governatore del nascente stato di Washington, incontra Seattle, il vecchio e rispettato capo delle tribù locali.

Stevens non ha molto tempo, deve sgombrare velocemente quella fastidiosa presenza. È un uomo minuscolo, arrogante e altezzoso.

Seattle invece, ha lo sguardo fermo e sereno, sa che per il suo popolo non ci saranno alternative, che occorrerà combattere sino alla morte, sebbene non sia quello che il popolo dei Nativi desidera.

Isaac Stevens

Il vecchio Capo Duwamish prende la parola, parla con passione, le sue parole trasudano dignità ed eleganza. Quella terra non era stata solo un trofeo da conquistare, era stata la custode dello Spirito del popolo nativo. Il suo discorso termina cosi:

” Ogni generazione rimane per un tempo stabilito in questo mondo, il nostro compito è quello di mantenere la terra pura affinchè i nostri figli ed i figli dei nostri figli possano continuare a vivere dignitosamente, a poter parlare con le stelle”.

Parole che suscitano emozioni e forti sentimenti, pensieri che da sempre costituiscono il patrimonio di valori della popolazione dei Nativi. Un’idea della vita, delle sue finalità e del modo con il quale viverla tanto distante dai costumi contemporanei.

Cosa insegnavano i vecchi saggi ai loro giovani?
Come affrontare insidie, come sopravvivere in mezzo ad una natura molto amata ma non sempre docile? Come difendersi e come dar guerra ai nemici?

1- Condividevano le esperienze

I Nativi conducevano e vivevano una vita comunitaria. Il concetto moderno di egoismo e di successo, non apparteneva ai loro costumi e gli insegnamenti e le esperienze costituivano la base educativa dei giovani.

2- La sopravvivenza passava attraverso il rispetto della natura

Il mondo circostante, l’habitat nel quale essi vivevano non era una cosa da sottomettere, da sfruttare. Era la loro dimora e imparare a conoscerla, osservarla, rispettarla, costituiva uno stile di vita duro, faticoso, ma sempre in sintonia con la terra.

3- Praticavano la scaltrezza durante la caccia

La vita dei Nativi non era certo una soap opera, i giovani dovevano apprendere tecniche di caccia e sopravvivenza per essere ammessi al rispetto degli anziani e questo avveniva seguendo gli insegnamenti dei capi su come cacciare, dove appostarsi, come seguire le impronte.

4- Imparavano il valore del coraggio

Il coraggio non era visto e valutato come una prova di forza, ma come una sfida a se stessi, alle proprie paure e alle proprie insicurezza. Non era un atteggiamento o una posa, ma impregnava la vita di ogni nativo, il suo onore.

5- Coltivavano l’intraprendenza

Pur essendo comunità molto legate ai propri valori, vivevano costantemente alla ricerca di soluzioni in grado di rendere il loro territorio e la loro sopravvivenza, più facili e meno precarie.

Imparavano spesso osservando gli animali, conoscendo più a fondo la natura e le sue inestimabili risorse di guarigione.

6- Imparavano l’arte del muoversi in silenzio

Camminando a piedi nudi o con i mocassini di pelle. Poggiavano a terra prima il tallone, poi lentamente il lato esterno del piede, seguito dalla parte interna. In questo modo attutivano i loro passi ed apprendevano una importante tecnica valida per un attacco o per la difesa.

7- Imparavano la sopravvivenza nelle situazioni più estreme

Sopravvivevano affrontando qualsiasi sfida che Madre Natura imponeva loro, con cuore impavido e mente lucida.

Oggi c’è una riscoperta degli insegnamenti del popolo dei Nativi, quasi un cercare in quelle forme di convivenza e civiltà, risposte alle insidie e ai problemi della vita contemporanea. Rileggere e approfondire la saggezza di questi uomini, fa sempre bene.