Don Chisciotte e l’arte di vivere per quello che conta davvero

Quanti di voi conoscono il celebre personaggio uscito dalla penna di Cervantes?

Per molti Don Chisciotte rappresenta una figura un po’ svitata, incline all’avventura e destinato alla sconfitta.

In realtà dietro questo errante con il suo fido Sancio, si cela tutta l’immaginazione dell’autore, tutta la sua visione della vita e del mondo.

Quella che descrisse con questa celebre frase: ” Nessun limite, eccetto il cielo” !

Il Don Chisciotte di Cervantes, oltre ad essere uno dei libri più letti al mondo, è diventato una sorta di inno alla vita, un invito a combattere contro pregiudizi ed ingiustizie, uno sprone a vivere seguendo il proprio ideale.

Chi era dunque Don Chisciotte? Un gentiluomo della Spagna del 1600 il cui passatempo preferito era la lettura di libri cavallereschi.
Nella sua ossessione verso gli ideali di giustizia e nobiltà d’animo, decide di diventare un cavaliere errante.

Un Hidalgo che vaga alla ricerca di combattimenti e di sfide, pronto ad impugnare la spada contro mostri e tiranni, fiducioso di poter conquistare il cuore della sua amata attraverso il suo coraggio.

Anche lo scudiero Sancio Panza merita uno sguardo attento.
È il fido scudiero di Don Chisciotte, un umile contadino che segue il cavaliere errante per la promessa ricevuta: diventare il governatore di un’isola e di un castello.

Bellissimo il momento in cui il fido Sancio perde la pazienza e, soprattutto, la speranza di venire in possesso della sua ricchezza.
Da uomo pratico qual è, sbotta con Don Chisciotte dicendosi stanco di peregrinazioni dove si beve male e si mangia peggio!

La risposta dell’hidalgo non si fa attendere: “Orbene te ne vai ora? Proprio quando avevo l’intenzione di farti signore della migliore isola del mondo? Asino sei e asino morirai” concluse con il piglio un po’ sprezzante il cavaliere della Mancha.

Sancio ancora una volta rimane affascinato dalla passione di Don Chisciotte e promette di seguirlo e una volta ottenuta la prestigiosa carica, dimostra di possedere un notevole senso etico che lo nobilita al pari degli ideali della migliore cavalleria.

La sua carica non dura a lungo, perchè anch’egli è ormai intriso degli ideali avventurosi del suo Cavaliere. Così rassegna le dimissioni tenendo però ad una precisazione importante:

“Sono venuto senza un soldo e senza un soldo me ne vo; tutto al contrario di come son soliti andarsene i governatori di altre isole. Siccome vado via da qui senza un soldo, questa è la prova più evidente che ho governato come un angelo”.

Si può riassumere in queste parole la visione del mondo e della vita che traspare dal romanzo di Cervantes.

Una vita spesa alla ricerca di nobiltà d’animo, a combattere ingiustizie e luoghi comuni, senza un attimo di tregua.

Libertà, coraggio, amore, gratitudine: questi i capisaldi della figura di Don Chisciotte e del fido scudiero.
Non la ricerca del potere, del denaro, della conquista per vantaggio personale.

Due frasi rimangono indelebili per comprendere appieno questa figura fuori dal mondo:
“La libertà, Sancio, è uno dei doni più preziosi che gli uomini hanno ricevuto dal cielo.”

“Tra i peccati più grandi che gli uomini commettono, anche se alcuni dicono che è l’orgoglio, io dico che è la mancanza di ringraziamento “.

Questo spirito errante ha saputo comunicare ad intere generazioni alcuni tra i valori più belli che l’uomo può e deve inseguire.

Una storia bellissima, utile da ripercorrere e da condividere con i vostri amici!