L’intelligenza emotiva: la sua importanza e i 5 consigli per svilupparla

Noi tutti possediamo due tipologie di intelligenza.

Quella maggiormente analizzata e presa in considerazione sino ad ora, è il cosiddetto QI ( quoziente intellettivo), l’ intelligenza razionale.

Ma possediamo anche una intelligenza emotiva ( il QE) altrettanto importante.

La prima ci occorre per tutte le cose razionali, palpabili, mentre la seconda ci guida attraverso le emozioni, nostre ed altrui, e molto spesso ha a che fare con l’intuizione spontanea.

Come dire: sono arrivato ad una conclusione dopo sconfinati ragionamenti mentre se avessi dato retta all’istinto, avrei risolto prima.

Vediamo di capire un po’ meglio questa teoria battezzata da Daniel Goleman a metà degli anni novanta.

Innanzitutto definiamo cosa sono le emozioni: possiamo definirle dei mediatori tra il mondo esterno e la persona.

Quindi soggettive, in quanto ogni persona è diversa, anche se con tratti di affinità, da ogni altro essere umano, e variano sulla base dell’organizzazione sociale, religiosa nella quale una persona vive e si relaziona.

Le emozioni, sia che le teniamo sotto controllo, sia che diamo loro libero sfogo, lasciano comunque un segno del loro passaggio. Quello che la moderna psicologia chiama con il nome di ” risentito”.

Goleman, studiando il comportamento umano, arrivò alla conclusione che una condotta esclusivamente razionale, quindi con una forte compressione delle proprie emozioni, risultava non solo molto meno aperta, ma anche incapace di comprendere ed intuire pensieri ed emozioni delle altre persone.

Secondo un filone scientifico che incrocia i dati comportamentali degli individui, colui che manifesta un quoziente di intelligenza emotiva alto, capace quindi di riconoscere e manifestare le proprie emozioni, risulta complessivamente una persona di standard complessivi migliori.

Il lavoro di mediazione che compie la parte razionale nel gestire le principali emozioni ( paura, gioia e tristezza) di ogni persona, determina la capacità di enfatizzare la componente positiva e di gestire con buoni risultati i momenti di emozioni negative.

Secondo Goleman anche l’intelligenza emotiva è soggetta ad allenamento e sviluppo. Sin dalla tenera età un bambino dovrebbe imparare a dare un nome alle emozioni che sente, a parlarne e quindi a gestirle nel modo migliore durante la crescita.

Di seguito 5 utili consigli che possono essere applicati per uno sviluppo equilibrato e positivo della propria intelligenza emotiva.

Suggerimenti utili per ogni persona e, a maggior ragione, consigliati ad insegnanti e coloro che si rapportano con bambini e ragazzi.

1- Dare un nome alla propria emozione

Ovvero la capacità di riconoscerla e etichettarla. Quando si è in preda alla ” confusione” non si riesce a distinguere bene cosa si prova e perchè. Fermarsi e dare un nome al proprio stato d’animo, aiuta anche a ritrovare le coordinate per gestirlo.

2- Esprimere quello si prova

Molto spesso la comprensione è bloccata dalla paura di esprimere chiaramente quello che si prova e che magari sta creando danno.

Parlarne, senza vergogna e senza paura di essere giudicati, costituisce il primo passo verso il controllo e l’equilibrio del proprio stato d’animo.

3- Collegare le emozioni

Poiche’, abbiamo visto, le emozioni si attivano spontaneamente, anche quando sono ricacciate indietro a forza, il lavoro di collegamento tra il vissuto e quello che si è provato, aiuta a comprendere il perchè si sia avuta e manifestata la tal emozione e come si possa gestire la stessa situazione in futuro qualora sia stata di segno negativo.

4- Convalidare l’emozione positiva

Un aspetto importante, quando si genera positività, magari al superamento di una prova e di un esame, costituisce un bagaglio importante da tenere sempre a portata di mano.

Un aiuto che sprona e rafforza quando esperienze simili, quindi prove, esami, si ripeteranno in futuro.

5- Confrontare le emozioni

Capire cioè, anche con il dialogo e lo scambio di esperienze, come si può vivere meglio una situazione, o come ricavare il massimo da una esperienza.

Lo scambio ed il dialogo sono l’essenza attraverso cui si sviluppa e si rafforza l’intelligenza emotiva.

Un articolo interessante, da condividere!