I segreti degli antichi sciamani utilizzati dallo scienziato serbo Nikola Tesla a cui dobbiamo la corrente alternata e le trasmissioni radio

I segreti degli antichi sciamani furono utilizzati anche dallo scienziato serbo Nikola Tesla? Sembra proprio di sì.

Shaman è una parola derivante dalla antica lingua del popolo Tungus, abitante i territori dell’odierna Siberia, adottata dagli antropologi occidentali per designare persone che venivano designate come stregoni, maghi, guaritori.

Cosa significa? Letteralmente ” persona che vede nel buio”, e in modo più esplicito colui o colei in grado di stabilire connessioni ed alleanze con realtà invisibili agli occhi dei più per portare beneficio, guarigione.

Avevano ben chiara la nozione di energia, ed il loro compito era infatti quello di arrivare alla guarigione mediante la pulizia, l’estrazione di energie nocive, ed il ripristino di una canale corretto e salutare per l’organismo umano.

L’energia vitale fluisce in noi con abbondanza e fluidità, salvo interrompersi quando qualcosa blocca questo fenomeno naturale. Per rimuovere questi ostacoli lo sciamano doveva viaggiare in uno stato di coscienza non ordinario, ed a questo giungeva tramite le percussioni del tamburo.

Studi e ricerche condotte in team da antropologi e psicologi hanno scoperto che il suono ritmico e cadenzato del tamburo, producendo vibrazioni sull’EEG ( Elettro Encefalo Gramma), consentiva allo sciamano di arrivare allo stato sciamanico di coscienza e da questo operare.

Attraverso questo stato che possiamo definire alterato rispetto alla normalità ristabiliva il giusto flusso energetico nella persona malata, al fine di consentirle la guarigione con il ripristino del normale fluire dell’energia al suo interno.

Il corpo umano è un mezzo per ricevere e trasmettere energia. Altre culture antiche riconoscono questo principio, pensiamo al Prana in India o al Qi in Cina, cioè a quel mare di vibrazioni che includono anche energie più sottili non sempre riconosciute a dovere dalla scienza.

L’agopuntura fa propria questa teoria utilizzando aghi sottili per promuovere il flusso di energia attraverso i meridiani del corpo, cosi come i Dogon del Mali utilizzano le vibrazioni del proprio nome segreto per ricevere energie dal cosmo.

Ultimamente anche la medicina occidentale, nata e cresciuta su una pretesa razionale di spiegazione delle dinamiche che regolano salute e malattia, riconosce che il corpo umano e gli esseri viventi non sono il risultato di sole reazioni chimiche prodotte in laboratorio.

Studi scientifici hanno stabilito che la colonna vertebrale,che contiene fluido cerebrospinale, agisce come un’antenna naturale, e che il DNA è capace di collegarsi a frequenze diverse ed in modo simultaneo.

Tra la terra e il cosmo, nel loro insieme, vi è uno scambio continuo di energia ed informazioni.

Questi fenomeni danno vita nella realtà a complessi campi di forze che formano gli esseri viventi e i loro corpi fisici, i quali interagiscono con gli altri campi naturali e non, che li circondano, quindi anche con i sistemi energetici degli altri esseri od oggetti e vanno a formare una rete globale reale che connette ogni cosa al tutto.

Una sorta di ” zona wireless” come quella studiata da Nikola Tesla, lo scienziato serbo le cui invenzioni sono alla base del nostro uso delle tecnologie ed in particolare di quella chiamata wireless, cioè di quella rete che non utilizza cavi.

Durante i suoi esperimenti maturò la convinzione che fosse non solo possibile, ma anche giusto e benefico per l’individuo, riuscire a sfruttare quello scambio di energia tra la terra e la ionosfera che aveva sperimentato durante le sue ricerche.

Nel 1899 costruì un laboratorio a Colorado Springs in cima al Monte Pikes, un luogo considerato sacro da alcune tribù indiane e mentre faceva esperimenti scoprì ed intercettò onde con frequenza energetica che venivano trasmesse regolarmente.

Durante questa sua permanenza al Monte Pikes, poi interrotta per mancanza di fondi sufficienti a proseguire le ricerche, lo scienziato registrò delle onde radio trasmesse dal cosmo alla terra.

Negli anni cinquanta Schumann, un altro fisico impegnato nello studio della ionosfera, stabilì che la terra riceve e trasmette una frequenza energetica simile a quella con la quale si può sintonizzare il cervello umano in uno stadio di profonda meditazione.

Quando lo sciamano seguiva il battito regolare del tamburo, riusciva a sintonizzare la sua mente con il campo dell’energia vivente. In questo stato che chiamiamo di trance, egli può interagire con una parte di mondo non fisico e da questo attingere energia.

Questa tradizione è stata studiata usando test come quello relativo all’elettroencefalogramma.

Gli sciamani riescono a canalizzare e trasmettere queste energie chiamate sottili ed utilizzarle per la guarigione.

Coloro che praticano meditazione riportano spesso di stati di cosiddetta alterazione di coscienza in grado di facilitare improvvise visioni, comprensioni e informazioni che producono energia da utilizzare per scopi diversi.

Nikola Tesla era pienamente consapevole di questa realtà. Si autodefinì un “ricevente sensitivo”, e testimoniò di come ricevette alcune visioni in grado di scongiurare un fatale incidente ferroviario ad alcuni amici stretti.

In alcune conversazioni con sciamani appartenenti a etnie indiane appurò come ogni essere umano potrebbe collegarsi ad informazioni energetiche che viaggiano su frequenze sottili, inibite solitamente dagli stati continui di allerta e stress nei quali vive comunemente la maggioranza delle persone.

Riuscire ad adattare le onde cerebrali al ritmo della terra attraverso la meditazione equivale a ricercare una nuova frequenza, a sintonizzarsi su canali meno intasati e riuscire così a ricevere e trasmettere energia costruttiva, come la definiva Tesla.

In questo, nel significato della tradizione sciamanica, la malattia , cioè quell’alterazione dell’equilibrio che il corpo umano subisce, spesso causata da ” stress” improvvisi, diverrebbe un processo di iniziazione in grado di determinare una interruzione del ritmo normale di vita.

E di consentire una serie di passaggi psicologici e fisici in grado di apportare nuovi livelli di consapevolezza. Teorie queste non dissimili da altre conclusioni circa i percorsi naturali di guarigione.

Argomenti non di semplice interpretazione, e da affrontare , come avrebbe suggerito Tesla, senza gli affanni continui della vita contemporanea.

Sufficienti però a farci comprendere dimensioni diverse da quelle cui, troppo comunemente, siamo attratti.